Ispra (Varese), November 25, 2016Migrants, prevention of natural disasters and territorial impact of policies are the three main topics developed this morning during the visit at the Joint Research Centre (JRC) in Ispra (Varese). The visit involved a delegation of members of the Committee of the Regions, led by President Markku Markkula and a delegation of CALRE led by President Raffaele Cattaneo in the framework of the two-days European event of the Plenary Assembly of the Conference of the European Regional Legislative Assemblies.

What we have learned todayCattaneo said – should be used to update the regional policies and to structure them in a more suitable way. In Ispra there is a “gold mine” and Lombardy must use well and treasure this centre, taking advantage of its proximity and of the possible interactions to be developed between the centre and our region in the coming months. Too oftenCattaneo added – days like today are planned to be of use to European officials from Brussels and not to the politicians working in the territories: however the view and the vision of the politician and of the bureaucrat are different and it is our duty to build bridges to make this knowledge more and more directly available and accessible to those who have the responsibility of governing and taking political decisions”.

On this occasion the representatives of the commissions of the Committee of the Regions examined in-depth the research and development activities promoted by the centre, in order to use them in their respective areas of European policy-making, with particular attention to following JRC activities: the Disaster Risk Management Knowledge Centre, the Knowledge Centre on Migration and Demography, the European Interoperability Centre for Electric Vehicles and Smart Grids and the Knowledge Centre for Territorial Policies.

The delegation focused particularly on the issue of immigration, a topic developed and deepened by the centre from July, whose first results will be announced the next week. “With reference to the issue of immigration – the Head of the Unit Alessandra Zampieri said – today we need a scientific approach by politics, able to take into account definite and actual data to better manage the impacts and outcomes created by this phenomenon on our territorial management, particularly in the health and professional sector.” Zampieri described as the next target of her Unit the will to separately investigate the different realities of refugees and migrants, also trying to figure out which ethnic groups are more likely to integrate in our communities and how. She finally added that “carried out research studies showed that a strong migratory pressure often generates negative effects on a territory, only if there is already a high crime rate in the same area.

From the last summer the Ispra Joint Research Centre (JRC) took a new direction and it was given a new internal organization, addressing innovative research paths that involve the main emergencies to the attention of Governments and citizens. Moreover starting from the next year, the centre will open for contributions and external relations with private companies, public and academic institutions that will be able to interact and take advantage of its excellence. Therefore the centre will no longer be just a “stand-alone happy island” but an entity supposed to integrate and interact more and more with the surrounding territory, able to provide and make available its knowledge.

The Joint Research Centre (JRC), operating in Ispra since 1961, depends directly on the European Commission, which ensures its operational and financial independence from the EU member States. Created to deepen especially the scientific investigation in the nuclear field (after the Euratom Treaty), the centre has been transformed over the years by broadening the range of the covered topics, which now range from the nano-medicine to food security, from sustainable agriculture to environmental and energy issues.

Formally, the JRC (Joint Research Centre) is a Directorate of the European Commission, which has research teams located in five EU Member States (Belgium, Germany, Italy, Netherlands, Spain). Among them, the Ispra site stands out for its importance and history: it is a citadel of 167 hectares of which 29 are forest; the area is crossed by a road network of about 36 kilometres and is home to 400 buildings, it employs about 2 thousand people, 400 of whom are scientists. These numbers place the centre at the third place, after Brussels and Luxembourg, among the sites of the European Commission.

In the pictures, some moments of the visit to the European Joint Research Centre in Ispra.

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Ispra (VA), 25 novembre 2016 – I temi dei migranti e della prevenzione dei disastri naturali e il tema dell’impatto territoriale delle politiche sono i tre principali ambiti di conoscenza che sono stati sviluppati questa mattina durante la visita al Centro Comune di Ricerca (JRC) di Ispra (VA). La visita, nell’ambito della due giorni europea dedicata all’Assemblea plenaria della Calre, ha coinvolto una delegazione composta da membri del Comitato delle Regioni, guidata dal Presidente Markku Markkula, e della Conferenza delle Assemblee legislative regionali d’Europa presieduta da Raffaele Cattaneo.
“Le conoscenze che abbiamo appreso oggi –ha evidenziato Cattaneo– devono essere utilizzate per aggiornare le politiche regionali e per strutturarle in modo sempre più adeguato. A Ispra c’è una miniera d’oro e la Lombardia deve usare bene e fare tesoro di questa presenza, sfruttandone la vicinanza e le possibili interazioni che nei prossimi mesi si svilupperanno tra il Centro e la nostra regione. Troppo spesso –ha aggiunto Cattaneo– momenti come quello di oggi vengono pensati per i funzionari europei di Bruxelles e non per i politici che operano direttamente sul territorio: quella del politico e quella del burocrate sono però ottiche e visioni diverse, ed è nostro dovere gettare i ponti perché queste conoscenze siano messe sempre più direttamente a disposizione e siano accessibili per chi ha la responsabilità di governare e di assumere le decisioni politiche”.
Nell’ occasione i rappresentanti delle Commissioni di lavoro del Comitato delle Regioni hanFoto-Ispra-2_webno approfondito le attività di ricerca e di sviluppo promosse dal Centro, per avvalersene nei rispettivi ambiti di definizione delle politiche europee, con attenzione soprattutto al centro di prevenzione dai rischi di disastri naturali, al centro dedicato allo studio dei fenomeni migratori e demografici, a quello dell’ interoperabilità per veicoli e rete di distribuzione elettrica e a quello per lo sviluppo delle politiche territoriali.
In particolare la delegazione si è soffermata sul problema dell’immigrazione, sul quale dal mese di luglio il Centro ha sviluppato un percorso di studio e approfondimento appositamente dedicato e di cui la prossima settimana saranno resi pubblici i primi risultati. “Verso il tema dell’immigrazione –ha detto la responsabile del settore Alessandra Zampieri– serve oggi un approccio scientifico da parte della politica, che sappia tenere conto di dati certi e oggettivi per meglio gestire gli impatti e le conseguenze che questo fenomeno genera sulla gestione del nostro territorio, in particolare in ambito sanitario e in quello delle professioni”. La Zampieri ha indicato come prossimi obiettivi del suo settore quello di indagare in modo distinto le differenti realtà dei rifugiati e defoto-Ispra-10_webi migranti, cercando anche di capire quali etnie, e in che modo, sono più propense all’integrazione nelle nostre comunità. “Dagli studi effettuati –ha ricordato infine- emerge come una forte pressione migratoria genera spesso effetti negativi su un territorio, solo se nell’area in questione vi è già un alto tasso di criminalità”.
Da questa estate il Centro Comune di Ricerca di Ispra si è dato un nuovo orientamento e una nuova organizzazione interna, affrontando percorsi di ricerca innovativi che riguardano le principali emergenze all’attenzione dei Governi e dei cittadini. Inoltre dal prossimo anno il Centro si aprirà a contributi e relazioni esterne con aziende private, enti pubblici e universitari, che potranno interagire e avvalersi delle sue eccellenze. Non più quindi un’isola felice a se stante, ma una realtà destinata a integrarsi e relazionarsi sempre di più con il territorio circostante, capace di mettere a disposizione e rendere fruibili le proprie conoscenze.
Il Centro Comune di Ricerca (JRC), attivo a Ispra dal 1961, dipende direttamente dalla Commissione europea che ne garantisce l’indipendenza operativa e finanziaria rispetto ai Paesi della stessa Comunità. Nato per approfondire soprattutto l’indagine scientifica in ambito nucleare (dopo il trattato Euratom), si è trasformato negli anni allargando lo spettro dei suoi interessi, che oggi spaziano dalla nano medicina alla sicurezza alimentare, dall’agricoltura sostenibile alle materie ambientali ed energetiche.
Formalmente il JRC (in inglese Joint Research Centre) è una direzione della Commissione europea, che dispone di gruppi di ricerca dislocati in cinque paesi membri dell’Unione (Belgio, Germania, Italia, Olanda, Spagna). Tra questi, il sito di Ispra si distingue per importanza e storia: è una cittadella che si sviluppa su un’area di 167 ettari di cui 29 boschivi, è attraversato da una rete stradale di circa 36 chilometri, ospita 400 edifici e occupa circa 2mila persone, 400 delle quali sono scienziati. Questi numeri lo pongono al terzo posto, dopo Bruxelles e Lussemburgo, tra i siti della Commissione europea.

Nelle fotografie, alcuni momenti della visita al Centro di Ricerca Europeo di Ispra